Scarica lo schema in PDF →

Come interpretare in modo corretto la tabella SISDOH relativa ai cibi alcalini e acidi

Nell’ambito della scuola abbiamo messo a punto una tabella, di facile consultazione, che può permettere a ognuno di avere la consapevolezza di quanto un alimento possa essere acidificante o alcalinizzante nel contesto del pasto che si sta consumando.

E’ bene precisare che è assolutamente fisiologico per l’organismo avere delle fasi di acidosi nell’arco della giornata e delle zone anatomiche in cui il mantenimento di un adeguato livello di acidosi è possibile e, anzi,  auspicabile (ad esempio nell’ambiente gastrico). Tuttavia un eccesso di acidosi può essere causa di sintomi come cefalea, mal di stomaco, alitosi, afte (praticamente tutti i sintomi presenti in caso di parassitosi intestinale).

Ciò deriva dal fatto che i termini disbiosi intestinale, parassitosi intestinale e acidosi intestinale sono espressione del medesimo problema: il sovvertimento della salute e dell’equilibrio del microbiota intestinale (= la popolazione di batteri amici del nostro sistema digerente).

Nel momento in cui ci siamo impegnati e realizzare la tabella ci siamo resi conto di muoverci in un campo dove si affermano concetti anche molto diversi a seconda delle varie scuole di pensiero. Abbiamo pertanto fatto tesoro della Letteratura Scientifica e della nostra esperienza clinica, nella speranza di aver fatto cosa gradita e utile per i nostri pazienti.

E’ importante precisare che alcuni cibi molto salutari come i cereali integrali in chicchi o i legumi o il pesce non vanno evitati per la loro natura acidificante. Semplicemente vanno accompagnate da una generosa porzione di cibi alcalinizzanti (ad esempio un piatto abbondante di verdura a foglia verde).

Dire che un cibo è alcalinizzante non significa che sia alcalino di natura; anche un cibo di per sé acido può essere alcalinizzante. Ad esempio il limone, che è un cibo acido (PH 2,4), dopo la digestione è uno dei migliori alcalinizzanti naturali che esista.

Si consiglia questo rapporto tra cibi alcalinizzanti e acidificanti in un pasto:60% di alcalinizzante e 40% acidificante.

Bibliografia:

  • Indicazioni di Remer e Manz (American Journal of Clinical Nutrition, 1994; 59:1356-61 grazie alla valutazione del PRAL (potenziale di acidificazione renale)
  • Heike Knophius “Equilibrio acido-basico. Come raggiungere e mantenere con l’alimentazione il giusto PH dell’organismo”
  • Robert O. Young, PhD Shelley Redford Young “Il Miracolo del PH alcalino” Ed 2012