Alla luce di quanto detto, proviamo ora a dare una definizione precisa dei Miasmi, così come Hahnemann ci ha insegnato e dimostrato con la sua straordinaria capacità di osservazione e la sua instancabile opera di sperimentazione.

“I Miasmi sono forze patogenetiche (cioè in grado di generare malattie), ereditarie o acquisite, trasmissibili da una generazione all’altra, che segnano in profondità la Forza Vitale della persona, determinandone la sua individualità costituzionale, morfologica, funzionale e caratteriale, nonché le sue predisposizioni morbose e l’evoluzione delle sue patologie”.

Un elemento fondamentale che emerge da questa definizione è il fatto che i Miasmi si possono ereditare, oltre che acquisire nel corso della vita. Ciò significa che già alla nascita ci ritroviamo con i Miasmi che derivano dal nostro patrimonio famigliare e che si trasmettono lungo le generazioni, come anelli di una catena. Sono come delle zavorre che ciascuno di noi si ritrova fin dalla nascita, con le quali bisogna misurarci nel corso di tutta la vita, e che rendono ragione delle malattie che possono insorgere lungo gli anni. Vedremo più avanti le importanti implicazioni che derivano da questa realtà clinica, così come i modi attraverso i quali si possono acquisire i Miasmi.

Alla luce di questa definizione sulla realtà dei Miasmi, diventa più chiaro il significato autentico della Malattia. Infatti, se è vero che la nostra Forza Vitale viene segnata così profondamente dai Miasmi, ne deriva che, fin da subito, cercherà in tutti i modi possibili di liberarsene, cioè di contrastarne l’avanzata. E la malattia, di fatto, rappresenta proprio l’esito di questa lotta tra la nostra Forza Vitale e il Miasma profondo.

In altra parole, bisogna immaginare da una parte la presenza del Miasma, questa realtà negativa ereditata o acquisita, che ci portiamo tutti e che tende a trascinarci inesorabilmente verso la morte, e dall’altra la nostra Forza Vitale, che, essendo orientata sempre verso la conservazione della vita, cerca con tutte le sue forze di contrastare l’avanzata del Miasma. Ed è proprio da questa lotta che nasce la malattia, come reazione della Forza Vitale contro il Miasma.
In base a questo ragionamento è evidente che cambia completamente la prospettiva. Infatti, tutte le volte che pensiamo alla malattia, in genere siamo portati a dare a questa realtà una connotazione sempre negativa, attivando, di conseguenza, ogni strategia terapeutica per contrastarla ed estirparla dal nostro organismo.
Invece, secondo la prospettiva omeopatica, che di fatto rispecchia fedelmente la prospettiva della Natura, la malattia esprime una reazione di difesa dell’organismo contro il vero male, cioè il Miasma interno.

In questo senso, ciò che noi consideriamo come malattia, in realtà, è l’espressione clinica dello sforzo spontaneo di guarigione della Forza Vitale, che cerca di contrastare, con tutti i mezzi possibili, l’azione del Miasma profondo.

Ogni malattia, pertanto, va sempre considerata come processo di liberazione del Miasma profondo operato dalla Forza Vitale, secondo la Legge di Guarigione, di cui abbiamo parlato in precedenza. Infatti, ogni tentativo di guarigione da parte della Forza Vitale si attua cercando di trasferire il Miasma dal livello più interno a quello più esterno dell’organismo. Così, la guarigione è sempre un processo di liberazione miasmatica dall’interno all’esterno, dal centro alla periferia, dall’alto al basso e dalla mente al corpo (Legge di Guarigione della Natura).
Ecco perché, essendo la malattia espressione dello sforzo di guarigione della Natura nella lotta per liberarsi del Miasma profondo, non va mai contrastata in alcun modo.

Al contrario, per curare la malattia, bisogna sostenere lo sforzo della Natura nella sua azione per liberare il Miasma profondo verso i livelli più esterni dell’organismo, utilizzando appunto medicamenti omeopatici simili ai sintomi di malattia, e non opposti. Solo così saremo sicuri di operare nella stessa direzione della Natura, favorendo il più possibile la sua opera di liberazione dei Miasmi profondi, secondo la Legge di Guarigione.