Alla piccola Jo viene diagnosticata la sindrome di Angelman e alla mamma viene detto che si tratta di un problema di fatto incurabile.

14 maggio 2015

Sono la mamma di Josephine, che adesso ha 4 anni.
La piccola Jo è nata con 5 settimane di anticipo. Dopo aver fatto i vaccini ha avuto una dermatite devastante che le aveva esposto la “carne viva”. Mentre a circa tre mesi riusciva a tenere il capo dritto, a sei mesi aveva perso questa competenza. Ha avuto un episodio di gastroenterite con diarrea e la sesta malattia. È sempre stata stitica.
A Jo è stata diagnosticata la sindrome di Angelman.

Desidero raccontare in che modo la medicina tradizionale mi ha scoraggiata.

Quando Jo aveva 15 mesi mi sono affidata al Primario del reparto di neuropsichiatria infantile, che, con il risultato delle analisi in mano, anziché dirmi “signora facciamo tutto il possibile per far migliorare sua figlia”, mi ha detto: “Signora se ne faccia una ragione, sua figlia resterà, anche a 20 anni, come una bambina di 3 anni”.
Mi hanno mandato dalla genetista, ma lei mi parlava come se io fossi un laureando e non una persona ignorante in materia. Comprendo che la genetica sia una materia complicata ma ero già agitata e in preda ad una crisi nervosa, tra tremori e pianti, e questa dottoressa non mi ha, non dico “abbracciata e sorriso”, ma nemmeno tranquillizzata. Ha continuato a spiegare come se fosse in un aula universitaria.
Il mio pediatra della mutua mi ha detto “di che sindrome si tratta?”.
Il mio pediatra privato mi ha detto “posso metterla in contatto con qualche associazione, ma tanto si deve accettare la realtà perché non ci sono soluzioni ad oggi”.
Poi ho incontrato una brava dottoressa omotossicologa, che ci ha dato una bella spinta a livello di miglioramento fisico di Jo ma si è fermata a quanto c’era scritto sui referti medici. Non ha “studiato” Jo… solo la sua cartella clinica.
Poi il buon Dio ci ha dato la possibilità di incontrare il dottor Paffumi (un grande uomo ancora prima di essere un grandissimo osteopata) che ci ha presentato la dottoressa Greco.
La dottoressa mi ha spiegato bene il concetto del terreno, delle radici, della pianta e delle erbacce e mi ha aiutata a studiare e capire la causa e il perché di un malanno, che è sempre espressione esterna di un problema interno (le radici appunto). Mi ha fatto capire che una diagnosi del genere, che secondo la medicina tradizionale, porterebbe a etichettare la mia piccola e a catalogarla in una categoria di limiti al miglioramento, per l’omeopatia del terreno va solo e semplicemente curata da dentro nelle sue radici profonde, che devono diventare piccole grazie alla cura e così Jo potrà avere la possibilità di migliorare sempre.
Ho anche capito che è giusto dar modo al nostro organismo di esprimersi anche con delle malattie e che non è sempre “La Soluzione” reprimere le malattie con i farmaci, dal semplice raffreddore alle cose più gravi, perché risolviamo solo la conseguenza, il sintomo ma non capiamo il nostro organismo che cosa ci sta comunicando.
È, pertanto, corretto dire che se si cura il terreno dove ci sono le radici si cura tutto, si cura l’ABC del nostro essere. E dopo una malattia si è più forti a livello generale, più duttili.

La dottoressa Greco in questo mi ha aiutata molto spiegandomi ogni cosa perché per poter intraprendere un percorso di vita, io dovevo capire e far mio il concetto del terreno, delle radici. Non potevo imparare a memoria e basta. Dopo la sua prima visita, a dicembre del 2013, ricordo di essere andata molto in confusione. Ricordo quanto ho pianto a casa dopo la prima visita dalla dottoressa… quanto mi era parso assurdo e complicato il percorso che mi aveva proposto… ma…un cammino più o meno arduo deve sempre iniziare con un passo. Il primo passo è stato terribilmente complicato… ora è vita quotidiana!!
Ho capito e ho vissuto una emozione particolare: mi sembrava di essere al mio primo giorno di scuola e avevo voglia di correre per recuperare tutti questi anni passati ad affrontare qualsiasi cosa come un ariete che prende a cornate tutto senza mai fermarsi a pensare… E ora dovevo imparare tutto da zero!!
Non è stato facile, e non è facile tuttora. Ho dovuto mettere tutto in discussione, dai capelli ai piedi passando per lo stomaco. Ma ho capito dall’inizio che era la strada giusta!
Ricordo quando ho letto per la prima volta il nuovo stile di vita alimentare per Jo: ero totalmente depressa con crisi di pianto annesse perché non sapevo proprio come fare a farle mangiare così tante cose… Lei non mangiava così tanto e tutte queste cose diverse che la dottoressa Greco mi aveva indicato.
Facevo una lotta per farle mangiare un omogenizzato di carne e uno di verdura con due cucchiai di pasta… Quelle rare volte che accettava di mangiare ogni micro-pezzetto (non più grosso di un unghia del mignolo) servivano almeno 3-4 minuti per la completa masticazione.
Temevo proprio che insegnarle a masticare sarebbe stata una bella impresa! E invece ci sono riuscita.
La dottoressa però mi ha aiutata a capire che le indicazioni della dieta potevo inserirle poco per volta, in modo graduale, non dovevo cambiare tutto dall’oggi al domani… tipo giriamo pagina e scriviamo un nuovo capitolo.
Nel frattempo ho iniziato a fare gli omogeneizzati di frutta e la frutta cotta al forno e provavo ad inserire qualche cereale sano (riso, farro e orzo) macinato direttamente nella frutta. La dottoressa mi stava sempre vicino via mail. Io le chiedevo e lei c’era… era sempre pronta a spiegarmi e a darmi una soluzione.
Ricordo il mio stra-entusiasmo la prima volta che Jo ha approvato una variante alimentare.
Ora la frutta gliela do sempre prima della pappa, cerco di fare un frullato con almeno due frutti (mela, pera prugna secca, kiwi… frutti usati al momento). Ormai abbiamo abbandonato la pasta e usiamo solo più farro, orzo, riso integrale.
Il nostro bene è aver trovato un medico e un osteopata che ci hanno insegnato qualche cosa, che ci hanno dato una speranza e pur essendo solo all’inizio del nostro viaggio è un buon inizio percepire una luce in fondo al tunnel… Luce che la medicina tradizionale ha spento ancor prima di darci la possibilità di vederla.
Ho rimesso in discussione ciò in cui credevo… 34 anni in un modo… i prossimi 100 in un altro!
E quando Jo ha avuto addirittura bisogno di farsi una otite perforata con emorragia dall’orecchio, è stata la prova più grande: “bene!”, mi sono detta, “vuol dire che il suo corpicino lavora sodo! È una combattente la mia Jo!!”. Ho capito che doveva essere letta come una liberazione “in grande stile” , che con quella otite grave tirava fuori tanto. Mi rendevo conto che il fatto che Jo non stesse bene in quel momento la avvicinava allo star meglio dopo. La dottoressa Greco era sempre vicina, pronta a darmi i rimedi giusti in ogni momento, è un grande medico e noi le vogliamo un bene immenso.

I rimedi omeopatici abbiamo trovato la soluzione (perfettissima), come ha detto la dottoressa, di somministrargliele con una siringa (ovviamente senza ago). Lo facciamo come se fosse un gioco… due gocce in faccia e giochiamo e poi giù in bocca.
Nonostante la mia iniziale incredulità Jo è migliorata da quando abbiamo cambiato la dieta e fatto la cura del terreno… è più dinamica e vivace mentalmente!
Già dopo un anno di cura ha iniziato a fare 3 o 4 passetti tenuta con una sola mano!
Ho capito che della dottoressa mi potevo fidare. Potevo seguire tutto quello che mi diceva di fare per la cosa più preziosa che ho al mondo, la mia bimba! Il nostro obiettivo è essere più pulite dentro, più felici fuori e serene anche nell’affrontare i problemi.
Io vorrei solo che la gente, i genitori, potessero scegliere in modo chiaro e corretto se far o meno i vaccini.
Vorrei che ci fossero ben chiari i pro e i contro e non false e disorientanti informazioni. Si deve sapere e poi si deve poter scegliere… Solo se si può scegliere si è veramente liberi!!
Ad oggi Jo, a distanza di quasi 1 anno e mezzo tra cura del terreno ed alimentazione differente da prima, ha fatto notevoli miglioramenti a livello di postura, nausea, alimentazione, intestino, attenzione: mangia meglio e di più, va di corpo in modo regolare, è molto più attenta. Con l’omeopatia del terreno abbiamo iniziato un percorso di vita e su questo sentiero intenderò proseguire per me e per Jo.
Prossimo passo… imparare a gestire il mal di stomaco e l’ansia quando Jo sta male, quando mi si impalla il cervello al punto che sbaglio strada per tornare a casa, ma mezzo passo per volta si migliora!
Io personalmente sono non stupita, ma basita ed esterrefatta dalla medicina omeopatica del terreno. Durante l’assemblea con genitori e insegnanti, molti genitori discutevano sul perché non far uscite o se fare o non fare 2 o 3 ore di nanna, sul perché portar pennarelli o matite all’asilo… Volevo dir loro di esser grati per avere una vita semplice…
E poi… Ci sono le cure omeopatiche a rendere un pochino più semplice la nostra vita, cure che noi seguiamo con amore e devozione e la dottoressa Greco che ci è sempre vicina, ogni volta che ne abbiamo bisogno, regala tanti sorrisi a Jo (che sono già una cura) e ha la delicatezza di levarsi il camice… Tutte piccole cose ma per me sono un grande gesto di rispetto nei confronti di Jo.
Per via del funerale del mio nonno, appena avvenuto, abbiamo avuto modo di vedere molte persone che non vedevano Jo da tempo e mi hanno detto che sembra una bimba nuova totalmente diversa da prima.
E pochi giorni fa, il 1° maggio 2015, è successa una cosa che mi ha colta davvero incredula stupita e pure un po stupida nel sentirmi cosi ubriaca: Jo ha fatto un pezzo del corridoio di casa da sola, prima sostenuta con le cinghie poi con un dito e poi da sola. È molto incerta e titubante ma… L’ha fatto da sola!
Io non trovavo le parole per dirlo alla dottoressa, non sapevo nemmeno bene cosa dire: la dottoressa curando Jo con l’omeopatia mi ha ridato la mia bimba, mi verrebbe voglia di portare Jo dal super mega prof che 2 anni fa mi disse… “la porti a casa perché purtroppo la bambina o resta un vegetale o se non inizia a mangiare morirà…”. Gli vorrei proprio chiedere in quale delle due opzioni che lui propose Jo potrebbe essere classificata ora: morta o vegetale?
Vorrei chiedergli se era cosciente delle parole che stava usando. Gli vorrei dire che la dottoressa mi ha ridato fiducia nella vita, la voglia di andare avanti nonostante i giorni no. Vorrei dirgli che è stato superficiale nell’aver usato certi termini, ma non farò nulla di tutto ciò perché non ne vale la pena, visto che il giorno in cui andrò a passeggio mano nella mano con Jo è un po’ più vicino!
Spero che divulgando la storia di Jo, altre persone possano comprendere ed essere meno leggere sui vaccini, possano sapere che è sempre bene tentare, provare, non lasciar nulla di intentato e che se le mamme hanno la sensazione di non essere ben seguite, ben comprese e che la diagnosi non sia quella che loro sentono nel cuore non si devono fermare perché in questo mondo un po’ bizzarro fatto da persone egocentriche, ci sono dei medici che con una medicina più profonda che va alla radice, salvano il corpo e l’anima oltre che dei pazienti anche dei famigliari.

La mamma di Jo

CategoryTestimonianze

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