Assunta, 70 anni, si reca al pronto soccorso dove le diagnosticano una diverticolite e propongono il ricovero per evitare la perforazione.


Mi chiamo Assunta Simeone, ho 70 anni, e da cinque anni mi curo con l’omeopatia.

Nel corso degli anni ho avuto diversi problemi di salute che sono riuscita bene o male a controllare, ma mai a curare in profondità e in maniera definitiva, tranne nel caso che mi accingo a esporre.
Premetto che questo problema mi affliggeva da un po’ di tempo e avevo provato a curarlo anche con l’omeopatia, ma con un omeopata che applica un’omeopatia sintomatica, con la somministrazione di più rimedi alla volta. Prova e riprova, togli e aggiungi rimedi al cocktail che mi faceva preparare, piano piano riuscivo a trovare sollievo, ma stavo bene per un po’ e poi di nuovo tutto come prima.
Da più di un anno sono in cura con il dottor Greco e tuttora sto facendo la cura di fondo o di terreno che mi ha prescritto fin dalla prima visita.
Il 1 ottobre 2012 mi è capitato di avere delle fitte molto forti e intense al basso ventre, simili a quelle che si hanno durante il parto (anche se è passato del tempo – ho due figli di 45 e di 44 anni – quel dolore me le ricordo molto bene!) e, inoltre, avevo febbre molto alta e uno stato di malessere generale; fino a quel momento non mi era mai capitato di averle con tale violenza! Dopo qualche titubanza, decido di andare al pronto soccorso, accompagnata da mio marito. Nel frattempo, mio figlio contatta il dottor Greco e lo tiene costantemente aggiornato sull’evoluzione della situazione.

Al pronto soccorso mi fanno subito una flebo di tachipirina, una di antibiotici, alcuni esami quali i raggi e un’ecografia, dalla quale risulta che ho in corso una diverticolite. Il dottore del pronto soccorso vuole ricoverarmi a tutti i costi in medicina. Mi spiega che in questi casi è opportuno fare tutti gli accertamenti del caso e gli esami previsti dal protocollo, così da tenere la situazione sotto controllo ed evitare la perforazione dei diverticoli, con il rischio di incorrere in complicazioni piuttosto serie. Nonostante fossi cosciente che la situazione potesse degenerare da un momento all’altro, mi armo di coraggio, malgrado il dolore e la pressione anche psicologica fattami dal medico, rifiuto comunque il ricovero, firmo, torno a casa e mi affido alle cure del dottor Greco.

Il giorno dopo, mio figlio, con il referto di tutti gli esami fatti la sera prima al pronto soccorso (che già aveva provveduto ad inviare al dottor Greco), si reca dal medico di famiglia, il quale, sapendo che in famiglia ci curiamo con l’omeopatia, lo invita caldamente a lasciarla da parte in questo caso perché “con la diverticolite non si scherza e se dovesse ricapitare un attacco come ieri sera chiamate subito il 118”. Poi aggiunge: “dica alla mamma di fare la cura di antibiotico per una settimana e se la febbre sale di prendere la tachipirina”. Tra l’altro il dottore non fa alcun cenno alla dieta alimentare che è bene seguire in caso di diverticolite, così come al pronto soccorso non ne avevano fatto cenno.

Dopo che il dottor Greco aveva letto i referti di tutti gli esami fatti durante il ricovero al pronto soccorso, inizio subito la cura omeopatica del caso. Il dottor Greco, oltre al rimedio da prendere dinamizzato, mi indica i cibi da evitare assolutamente, affinché questi non possano di nuovo andare a depositarsi in questi “sacchettini” che si sono formati nel mio intestino – e quindi vadano di nuovo a provocare un’altra infiammazione – quelli che posso mangiare frullati e quelli che posso mangiare tranquillamente perché non gravano sulla mia patologia.
Faccio la cura prescrittami, seguo con molta attenzione le indicazioni alimentari datemi dal dottor Greco e in un paio di giorni mi passa completamente la febbre e il dolore si attenua gradualmente e abbastanza in fretta!

Siccome nel 2004 ho subito una mastectomia (asportazione della mammella destra per la presenza di un carcinoma, all’epoca non mi curavo con l’omeopatia) e questi disturbi al basso ventre mi sono comparsi per la prima volta, insieme ad altri di non poco conto, dopo aver assunto per tre anni un farmaco antitumorale, caso vuole che, a circa una settimana dal ricovero al pronto soccorso e dall’inizio della cura omeopatica, fosse arrivato il momento di recarmi in oncologia per sottopormi al solito controllo periodico. Nell’occasione espongo ai medici quanto mi era successo una settimana prima, ma senza dire loro che mi ero curata con l’omeopatia. Dopo aver visto l’esito degli esami che di solito faccio prima di andare alla visita oncologica, il medico mi fa anche l’ecografia e una volta fatta mi dice che l’intestino va bene e non ci sono segni d’infiammazione. Tornata a casa, felice per l’esito positivo dell’esame, informo mio figlio della bella notizia, il quale si reca subito dal medico di famiglia con il referto dell’ecografia. Dopo averlo letto, il medico con soddisfazione dice a mio figlio: “cosa le avevo detto, vede che la cura di antibiotico ha fatto il suo effetto”. Mio figlio con ancora più soddisfazione gli risponde: “no dottore, la mamma non ha fatto l’antibiotico ma si è curata con l’omeopatia”. Il medico, stupito della cosa, rimane per un attimo letteralmente a bocca aperta, aggiungendo che non avrebbe mai immaginato che l’omeopatia potesse risolvere un caso acuto in maniera così rapida. Vista la reazione del medico, mio figlio coglie l’occasione per parlargli della scuola di omeopatia di Torino diretta dal dottor Greco.

Da quando so di avere questo problema dei diverticoli, continuo a seguire con un certo rigore i suggerimenti riguardanti l’alimentazione e proseguo la mia cura di fondo. A volte mi capita di sentire qualche dolorino, ma ciò non mi spaventa più perché ho potuto sperimentare la grande potenza dei rimedi omeopatici e soprattutto che questa omeopatia non si limita a curare i sintomi, ma va alle radici profonde delle malattie.

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