Dall’età di 6 mesi Michele ha sempre avuto molti problemi respiratori, sempre curati con antibiotici diversi e dosaggi crescenti fino all’età della scuola media.

Mio figlio, Michele Morando, è nato a Novara il 24/02/2001 e risiede a Vercelli.
È stato sottoposto alle vaccinazioni di: 1) Antipolio – 2) Antidifterica – 3) Antitetanica – 4) Antipertosse  –  5)  Antiepatite B – 6)  Antiemofilo B  –  7)  Antimeningite  –  8)  Antipneumococco – 9)  Antimorbillo –  10)  Antirosolia – 11)  Antiparotite.

Michele nasce con parto naturale, è un bambino sano e viene allattato con latte materno fino ad oltre un anno. Nei primi tre mesi di vita ha qualche colichetta. Inizia lo svezzamento verso i sei mesi per inserirlo all’asilo nido per il mio rientro (della mamma) al lavoro; ma non riesce a finire la settimana perché ha sempre delle bronchiti. Vengono curate con antibiotico, aerosol (Clenil + broncovaleas o breva) + bentelan.
Abbandoniamo l’asilo nido e assumiamo una baby sitter ma gli episodi di bronchite, anche se meno frequenti, continuano.
Nel frattempo cambiamo due pediatri.
Il 9/12/2002, quindi a nove mesi, Michele per 4-5 giorni ha febbre alta; il dottore non prescrive l’antibiotico, il bambino fatica anche a muoversi; dopo ripetute insistenze, il pediatra viene a visitarlo, e mi dice di andare in ospedale per fargli fare una radiografia al torace. L’esito: addensamento verosimilmente flogistico basale sinistroili congesticuore nei limiti. Il primario gli prescrive il Rocefin intramuscolo.
Cambiamo pediatra e continuiamo con i trattamenti soliti. I vari pediatri dicono che i problemi respiratori sono dovuti sicuramente ad allergia ma che è ancora piccolo per vedere a cosa è allergico.
Il 24/03/2004 Michele, a tre anni, viene sottoposto al PRICK test e risulta positivo a Dermatophagoides Farinae e Dermatophagoides Pteronissynus, ma continua a fare le solite terapie: antibiotico e aerosol quando ha le manifestazioni con tosse e bronchiti. Finché, attraverso degli amici, veniamo a conoscenza che all’Università di Firenze c’è il direttore dell’Istituto di Medicina Interna ed Immunoallergologia e della Scuola di Specializzazione in allergologia ed Immunologia Clinica, che è molto bravo in fatto di allergie: andiamo alla visita il 12/11/2004 e gli vengono richiesti i seguenti esami: Emocromo con formula, VES, Dosaggio IgG-M-A, Sottoclassi IgG( IgG1-2-3-4),  Protidogramma, Sideremia. Tutto normale tranne le IGE: la cura consiste in una forma di mantenimento con dosaggio ridotto di cortisone: Pulmaxan :1 inalazione mattino e sera ed antistaminico Zirtec: 7 gocce la sera. Oltre la dieta e le norme igieniche ambientali.

(Ricordo che, da insoliti turisti di Firenze, andavamo in giro, mio marito ed io, con Michele nel passeggino con una tosse che non lo lasciava in pace, e siamo entrati di corsa in una farmacia dove abbiamo comprato delle Bentelan che abbiamo fatto sciogliere nel tappo della bottiglietta dell’ acqua, quasi fosse stato un drogato in crisi di astinenza).

Con quella cura, gli episodi di bronchite sono più contenuti.

Andiamo a controllo l’anno successivo, il 28/01/2005 e ci riconfermano la cura.
Continuiamo così finché ci stufiamo, non molto convinti dell’efficacia effettiva, consapevoli della schiavitù medicinale ed anche perché non potevamo continuare ad andare a Firenze tutti gli anni per motivi economici, e così cerchiamo altro: un altro pediatra.
Le manifestazioni di Michele sono sempre: tosse, respiro aspro, espirazione prolungata, bronchi e rantoli diffusi, rinite, catarro anche senza febbre, e si vanno aggiungendo episodi di asma (che vivevamo con estrema angoscia confidando più nelle preghiere che nelle medicine).
Il nuovo pediatra ci propone il vaccino sulla base del prick test effettuato prima: Immunoterapia specifica sublinguale ORALVAC Plus per gli allergeni: Dermatophagoides Pteronyssinus e Dermatophagoides farinae, terapia iniziale più terapia di mantenimento tutti i giorni. Abitando a Vercelli il dottore ci faceva la richiesta tramite l’ospedale di Novara, forse risparmiavamo qualcosa ma tutte le visite sono state a pagamento dall’episodio della radiografia al torace, a nove mesi, in poi.
Michele quindi fa il vaccino per due anni; nell’agosto 2008 ci trasferiamo in campagna, in provincia di Asti, cambiamo vita e decidiamo di non fare più il vaccino perché il bambino continua comunque ad ad avere i soliti problemi di bronchiti frequenti che curiamo al solito modo.
Facciamo anche delle visite da un omeopata che gli prescrive delle cure, probabilmente riguardanti i sintomi che non hanno riportato alcun risultato (Natrium cloratum 6DH e TH2 /una volta e Pulsatilla DH4 e TH2 /un’altra volta).
A maggio 2011 Michele fa una fortissima varicella, da stare malissimo, era pieno di vescichette dalla testa ai piedi, la notte non riesce a dormire, ma non abbiamo dato niente.
A settembre 2011 Michele frequenta la prima media, comincia ad avere i soliti problemi, fa diverse assenze a scuola; il bambino comincia ad essere demoralizzato perché si è iscritto alla scuola calcio ma non riesce a frequentarla con costanza per via di queste bronchiti frequenti. Per quanto riguarda le attività fisiche: da quando aveva tre anni ha fatto diversi corsi di nuoto sempre iniziati ma mai portati a termine.
Finché il 24 gennaio 2012, Michele comincia ad avere una tosse che non finisce più: il medico gli prescrive l’antibiotico zimox poi augmentin poi macladin (in tutto 20 giorni di antibiotico) e aerosol, ma la tosse non smette, si aggiunge il vomito ed andiamo al pronto soccorso. Ci chiedono se è stato vaccinato per la pertosse e, visto che lo è, ci dicono che potrebbe essere un virus para pertosse (viene spontaneo pensare: ed allora a che sono servite le vaccinazioni se poi spuntano i para…). Gli fanno la radiografia al torace (la storia si ripete). Il referto: in sede basale sinistra si rileva sfumata area di addensamento parenchimale di aspetto flogistico. Come terapia aumentano il dosaggio dell’antibiotico.
E qui, non so come dire, abbiamo avuto un forte sconforto pensando a tutte le cure fatte che non sono servite a niente, perché dopo 11 anni ci siamo ritrovati alla chiusura del cerchio, a rivivere la stessa situazione di quando Michele aveva 9 mesi.
Per fortuna avevamo sentito parlare del dottor Greco, grazie ad una sua piccola paziente, compagna di scuola della sorella di Michele, che osservavo che non si ammalava quando a scuola c’erano le epidemia influenzali, quale migliore biglietto da visita? E combinazione avevamo prenotato la visita il 1/02/2012; era una sera in piena tempesta di neve e cosa dire? È stato un segno dal cielo, di depurazione, di disintossicazione perché grazie al dottor Greco, ai rimedi, alla cura del terreno, ad una nuova comprensione delle cose, è cominciata tutta un’altra storia: Michele ad oggi, luglio 2012, non ha più avuto la tosse tranne qualche giorno, non ha più il “rumore di fondo” che aveva sempre anche negli intervalli in cui “stava bene”, non ha più fatto un giorno di assenza a scuola, ha ripreso regolarmente le sue attività sportive e tutti ci sentiamo pieni di speranza per questo nuovo modo di affrontare le malattie.

Ereditarietà:
Mamma di Michele: operata a 26 anni di colecistectomia
Papà di Michele: allergico, con riniti persistenti, poi trasformate in dermatiti
Nonna materna: diabetica del tipo 2, cardiopatica
Nonno materno: morto a 64 anni per cancro al polmone
Bisnonno materno: asmatico
Nonna paterna: disturbi di tipo psicologico
Nonno paterno: morto a 67 anni per cancro all’intestino

La mamma di Michele

CategoryTestimonianze

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